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L’Agenda Locale delle Donne nasce a conclusione del progetto Tramas, organizzato dall’IFOLD con la partecipazione dei Comuni di Gonnosfanadiga, San Gavino, Pabillonis e Sardara, che si propone di promuovere una migliore partecipazione e posizione delle donne nel mercato del lavoro.

Questo progetto consta di tre fasi:

  1. nella prima fase le partecipanti hanno frequentato il corso “Formazione formatrici” con l’obiettivo di promuovere azioni positive e di diffondere la cultura di genere a livello territoriale.
  2. nella seconda fase, dopo la partecipazione ai Seminari sono stati costituiti i Tavoli territoriali, realizzando l’analisi del contesto per l’individuazione dei bisogni della popolazione femminile
  3. nella terza fase è stata realizzata “L’Agenda Locale delle Donne”.

Essa è nata grazie ad un lavoro di rete territoriale, infatti hanno collaborato il Cesil (Centro per l’inserimento dei soggetti svantaggiati), il CSL (Centro Servizi per il Lavoro), l’Informagiovani, le Commissioni Pari Opportunità di Gonnosfanadiga, di San Gavino e di Sardara, l’Assessore alle Pari Opportunità di Pabillonis e l’Assessore ai Servizi Sociali di San Gavino, con il coordinamento dell’Ifold.

La prima parte dell’Agenda riguarda l’analisi del contesto in cui si prendono in esame sia i soggetti in cerca di occupazione che i soggetti occupati relativamente al genere, all’età, allo stato civile, al titolo di studio, al livello di scolarizzazione, al settore d’impiego ecc.

La seconda parte dell’Agenda riguarda l’analisi dei bisogni, in cui sono stati individuati i bisogni prioritari, le strategie d’intervento e le metodologie utilizzate.

In base alle caratteristiche sopra descritte si sono individuati tre target di donne, mentre il Cesil (Centro per l’Inserimento lavorativo dei Soggetti Svantaggiati) ha individuato altre tipologie di soggetti.

Oltre a questi dati oggettivi il Dipartimento di Psicologia ha somministrato un questionario in cui risulta che nella rappresentazione che donne e uomini hanno delle differenze di genere confluiscono sia aspetti convenzionali sia elementi di novità rispetto alla tradizionale visione del maschile e del femminile, importantissimo per favorire o ostacolare l’inserimento lavorativo delle donne. Sulla base, poi, dei risultati emersi risulta che le competenze femminili si rivelano particolarmente utili per l’innovazione del nostro territorio. Dopo aver analizzato il contesto e i bisogni per ogni target di donne è stata predisposta una griglia contenente le Azioni non previste in altri programmi comunali: piano socio-assistenziale, Plus, Progettazione integrata, riguardanti formazione e lavoro, tempo libero, donne e politica. Nell’ultima parte dell’Agenda si prende in esame la rappresentanza delle elette e il numero delle Commissioni Pari Opportunità nel Medio Campidano.

La realizzazione dell’Agenda è il frutto di un lavoro di rete da parte di un gruppo di donne che smentisce quel luogo comune che vede le donne l’un contro l’altra armate, anzi la collaborazione è stata totale e ognuna, nel proprio ambito, ha contribuito alla nascita di un documento che costituisce la base su cui costruire altre azioni che portino ad una effettiva e reale parità tra uomini e donne.

Consulta l’Agenda Locale delle Donne

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Tratto da Famiglia Cristiana

La sfida del capitano Malai

Era il simbolo delle donne afghane che non si piegano all’oscurantismo. Malai Kakar, capitano della polizia, figlia e sorella di poliziotti, aveva sfidato il potere dei talebani a Kandahar, loro roccaforte. E a Kandahad l’hanno uccisa, colpendo anche uno dei suoi sei figli. A dispetto di un regime che aveva vietato alle donne di lavorare, lei aveva scelto uno dei mestieri più maschili. Che le imponeva di portare un’arma. Dirigeva il Dipartimento dei crimini contro le donne e aveva preso parte a operazioni di sequestro di armi e droga. Più volte era stata minacciata. Ma lei non si era tirata indietro. Di certo, quando la morte è arrivata davanti a casa sua, non l’ha colta di sorpresa.

Giulia Cerqueti

Famiglia Cristiana, ottobre 2008

Tratto dalla Gazzetta del Medio Campidano

Simona Vinci per la narrativa e Antonella Anedda per la poesia sono le vincitrici della ventitreesima edizione del Premio letterario Giuseppe Dessì. Vinci si è aggiudicata il titolo per il libro “Strada provinciale Tre” (Einaudi) e Anedda per “Dal balcone del corpo” (Mondadori). Il premio della giuria è andato al magistrato Giuseppe Ayala con “Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino” (Mondadori 2008). Il premio Idolina Landolfi, deceduta nei mesi scorsi, che facenva parte della giuria, è stato assegnato allo studioso Roldolfo Sacchettini. Per i vincitori di ciascuna sezione un premio di cinquemila euro […].

Simona Vinci è nata a Milano nel 1970 e vive a Bologna. Si è laureata in Letteratura Italiana Contemporanea all’Università di Bologna. Il suo primo romanzo, “Dei Bambini non si sa niente” (Einaudi “Stile libero” 1997) ha riscosso un grande successo. Caso letterario dell’anno, è stato tradotto in numerosi altri paesi, trai quali gli Stati Uniti […].

Antonella Anedda (Anedda – Angioy) è nata a Roma. Vive tra Roma e la Sardegna. Si è laureata in storia dell’arte moderna studiando tra Roma e Venezia. Ha insegnato presso l’università di Siena, attualmente collabora con l’Università di Lugano e con la cattedra di anglistica di Roma. Ha scritto per varie riviste e giornali come Il Manifesto, Linea d’ombra, Nuovi Argomenti.

Gian Paolo Pusceddu

La Gazzetta del Medio Campidano del 22 settembre 2008

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L’obiettivo prioritario della Commissione Pari Opportunità di Gonnosfanadiga è proprio quello di supportare le donne affinché, acquistino consapevolezza delle proprie potenzialità, delle proprie capacità e competenze, del proprio valore per confrontarsi paritariamente con l’universo maschile perchè:

Una società è giusta quando tutti coloro che ne fanno parte hanno non solo uguali diritti, ma anche uguali opportunità.

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